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	<title>Social Network &#8211; R.B.log</title>
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	<description>Costruire il futuro con codice, intelligenza e visione</description>
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		<title>Stiamo perdendo Internet?</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2025/06/17/stiamo-perdendo-internet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il Web è stato progettato per essere uno spazio universale, accessibile da chiunque, ovunque.” — Tim Berners-Lee C’era una volta Internet. Una rete nata per condividere liberamente conoscenza, collegare persone,…]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il Web è stato progettato per essere uno spazio universale, accessibile da chiunque, ovunque.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">— <strong>Tim Berners-Lee</strong></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">C’era una volta Internet. Una rete nata per condividere liberamente conoscenza, collegare persone, costruire ponti tra mondi diversi. Un luogo aperto, accessibile, decentralizzato. Chi ha vissuto i primi anni del Web ricorda con entusiasmo un mondo nuovo da esplorare, dove ogni clic era una scoperta, ogni sito una porta aperta sulla creatività altrui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi quella visione sembra lontana. E una domanda si fa sempre più urgente: <strong>stiamo perdendo Internet?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal Web 1.0 al 3.0: un’evoluzione (involutiva?)</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo imparato a distinguere il Web 1.0, fatto di pagine statiche e siti vetrina, dal Web 2.0, quello partecipativo, sociale, in cui tutti potevano produrre contenuti. Poi è arrivato il Web 3.0, promesso come rivoluzione decentralizzata, basata su blockchain, identità digitali e autonomia individuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la realtà è diversa: il Web si è evoluto, sì, ma <strong>la sua gestione si è sempre più accentrata</strong>. I grandi soggetti privati – Meta, Google, Amazon, Apple, TikTok – <strong>hanno preso il controllo delle interfacce, dell’accesso, dell’esperienza</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’interfaccia è cambiata: ora c’è l’AI</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’arrivo delle intelligenze artificiali generative, qualcosa è cambiato ancora più profondamente. Per cercare un’informazione, <strong>non si usa più un motore di ricerca</strong>, si fa una domanda a un assistente AI. Per organizzare un viaggio, si usa un’app. Per imparare qualcosa, ci si affida a un video “short”, non a un forum o un blog.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stiamo costruendo <strong>uno strato di astrazione</strong> sopra la rete. E in questo strato, <strong>non vediamo più cosa c’è sotto</strong>. Non sappiamo da dove proviene un’informazione, chi l’ha creata, se è verificata. L’AI ci dà una risposta e noi ci fidiamo. Ma la rete, quella vera, <strong>è nascosta</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Aprire un negozio? Usa i social, non un sito</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un tempo, se volevi vendere online, la prima cosa che facevi era creare un sito web. Ora ti dicono: “Apri una pagina Instagram, un account WhatsApp Business, un profilo TikTok”. Gli e-commerce si spostano <strong>dentro le piattaforme</strong>, che offrono strumenti semplici, sì, ma <strong>a costo della libertà e del controllo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso accade per l’informazione, la cultura, la musica. Tutto è dentro un’app. Tutto è mediato da un algoritmo. <strong>Internet non è più un mare aperto: è un insieme di laghi recintati</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Censura e servizi a pagamento: due facce della stessa prigione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra minaccia silenziosa è la <strong>censura selettiva</strong>, esercitata sia da governi autoritari sia da piattaforme private. Interi siti vengono oscurati, contenuti rimossi, voci critiche silenziate – spesso senza un processo trasparente, senza diritto di replica. L’idea di una rete libera si scontra con l’interesse politico e commerciale di controllarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In parallelo, <strong>servizi un tempo gratuiti diventano a pagamento</strong>, o limitati a chi può permettersi l’accesso premium. L’informazione di qualità, l’educazione online, persino la visibilità sui social sono ormai <strong>beni venduti al miglior offerente</strong>. La rete, da strumento di democratizzazione, <strong>rischia di diventare uno strumento di esclusione</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa stiamo perdendo davvero</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro questa trasformazione c’è una perdita sottile, ma enorme:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Perdiamo la scoperta non filtrata.</strong> Navigare oggi è come sfogliare un catalogo su misura: ti mostrano solo ciò che (secondo loro) vuoi vedere.</li>



<li><strong>Perdiamo la creatività libera.</strong> I contenuti nascono per piacere agli algoritmi, non per esprimere un’idea autentica.</li>



<li><strong>Perdiamo la trasparenza.</strong> Non sappiamo più chi controlla i dati, da dove arrivano le informazioni, come vengono classificate.</li>



<li><strong>Perdiamo la rete come luogo pubblico.</strong> È diventata una somma di spazi privati.</li>



<li><strong>Perdiamo l’accesso universale.</strong> Tra censura e paywall, il sapere torna a essere un privilegio.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2025/05/internet.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="1536" src="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2025/05/internet.png" alt="" class="wp-image-2369" srcset="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2025/05/internet.png 1024w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2025/05/internet-200x300.png 200w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2025/05/internet-683x1024.png 683w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Internet oggi: una scatola nera?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La rete esiste ancora. Esistono i server, i cavi, i protocolli. Esistono ancora i siti indipendenti, i blog personali, i progetti open source. Ma <strong>sono sempre più invisibili</strong>, sepolti sotto strati di applicazioni, interfacce, store, feed.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vediamo solo quello che altri hanno deciso di mostrarci.</strong> La rete, quella vera, è diventata una scatola nera.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>C’è ancora speranza?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ma dobbiamo <strong>ritrovare consapevolezza</strong>. Dobbiamo ricordarci che possiamo ancora:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Navigare fuori dalle piattaforme.</li>



<li>Leggere fonti originali.</li>



<li>Pubblicare su spazi indipendenti.</li>



<li>Usare motori di ricerca diversi.</li>



<li>Costruire siti, blog, progetti fuori dai recinti chiusi.</li>



<li>Sostenere economicamente chi crea contenuti liberi, senza algoritmi e senza censura.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Forse non riavremo mai più “Internet come una volta”. Ma possiamo ancora <strong>difendere l’idea di una rete aperta</strong>, costruita dalle persone, per le persone.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“Abbiamo costruito il Web, possiamo ricostruirlo. Possiamo scegliere una rete diversa.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">— <strong>Anonimo, ma potrebbe essere ognuno di noi</strong></p>
</blockquote>
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		<title>L&#8217;Intelligenza Artificiale e il Diritto d&#8217;Autore: Innovazione o Sfruttamento?</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2025/04/04/lintelligenza-artificiale-e-il-diritto-dautore-innovazione-o-sfruttamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[Stiamo notando in questo periodo un proliferare di immagini, in stile Studio Ghibli, dal classico avatar a scene più strutturate, questo senza tenere conto del lato creativo e di quanto questo…]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Stiamo notando in questo periodo un proliferare di immagini, in stile Studio Ghibli, dal classico avatar a scene più strutturate, questo senza tenere conto del lato creativo e di quanto questo stile riconoscibile abbiamo avuto una sua evoluzione che lo ha distinto nel tempo, vedi opere come La città incantata, Il castello errante di Howl, Il mio vicino Totoro e tanti altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste mode che grazie all&#8217;AI si scatenanno in rete, non è il primo, mettono in evidenza un grosso problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’uso dell’intelligenza artificiale nella creazione artistica è un tema sempre più dibattuto, soprattutto dopo l’ascesa di strumenti come ChatGPT, DALL-E e MidJourney. Se da un lato queste tecnologie promettono di democratizzare l’arte e la creatività, dall’altro sorgono dubbi sulla loro autenticità e sul loro impatto sugli artisti. Toshio Suzuki, co-fondatore dello Studio Ghibli, ha espresso scetticismo sull’arte generata dall’AI, sostenendo che essa manchi di autenticità ed emozione umana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La richiesta di maggiore flessibilità normativa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende che sviluppano AI, tra cui OpenAI, Google e Meta, chiedono normative più flessibili sul diritto d’autore per poter utilizzare liberamente contenuti protetti durante l’addestramento dei loro modelli. Secondo loro, restrizioni troppo rigide potrebbero ostacolare lo sviluppo di intelligenze artificiali avanzate. Tuttavia, questa richiesta solleva preoccupazioni etiche e legali, in particolare per il rischio di sfruttamento del lavoro artistico senza consenso.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le zone grigie della legge</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più controversi riguarda l&#8217;assenza di regolamentazioni chiare. Il diritto d&#8217;autore, infatti, fatica a tenere il passo con l&#8217;evoluzione tecnologica, lasciando molte questioni irrisolte. Esistono vere e proprie zone grigie in cui le aziende operano senza che vi siano risposte definitive su cosa sia lecito o illecito. Questo porta a situazioni in cui la protezione degli artisti e l’innovazione tecnologica entrano in conflitto senza una chiara direzione normativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Questo genera preoccupazioni etiche e impatto sugli artisti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;AI generativa solleva numerose questioni etiche, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Originalità vs. Derivazione</strong> – L’AI, addestrata su opere esistenti, rischia di produrre contenuti derivativi, sollevando dubbi sul plagio e sul rispetto del diritto d’autore.</li>



<li><strong>Sfruttamento del lavoro artistico</strong> – Molti modelli AI vengono allenati usando dati ottenuti senza il consenso degli artisti, minacciando il loro sostentamento economico.</li>



<li><strong>Perdita di autenticità</strong> – Se l’arte generata dall’AI diventa troppo perfezionata e priva di imperfezioni umane, potrebbe perdere il suo valore emotivo e culturale.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di OpenAI e il futuro dell’arte</h2>



<p class="wp-block-paragraph">OpenAI e altre aziende promuovono l’AI come strumento creativo, ma spesso evitano di affrontare direttamente le implicazioni etiche della loro tecnologia. Questo porta a una serie di domande aperte:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>L’AI può davvero essere &#8220;creativa&#8221; o è solo un sofisticato copia-incolla?</li>



<li>Come possono gli artisti proteggere il loro lavoro dall’essere usato senza consenso per addestrare modelli AI?</li>



<li>L’arte umana diventerà un bene di lusso in un mondo dominato da contenuti generati dall’AI?</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito è aperto, e il futuro dell’arte nell’era dell’intelligenza artificiale dipenderà dalle scelte normative, dall’evoluzione della tecnologia e dalla capacità della società di bilanciare innovazione e tutela della creatività umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente lo stesso problema lo abbiamo con opere letterarie, film, musica, ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi chiedo sempre se l&#8217;unformare porti reali vantaggi o, più realistico, porti noia e disinteresse, se tutti con l&#8217;uso dell&#8217;AI possono fare tutto e saremo inondati da copie di copie, nulla sarà più interessante e stimolante.</p>
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		<title>Riposa in pace nel Metaverso</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2021/11/18/riposa-in-pace-nel-metaverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2021 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[Immagina di copertina &#62; by zero take on Unsplash Qualche anno fa fece scalpore la storia di una madre che dopo la morte del figlio per un incidente continuò a…]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p class="wp-block-paragraph">Immagina di copertina &gt; by <a href="https://unsplash.com/@zerotake?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">zero take</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/rip?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche anno fa fece scalpore la storia di una madre che dopo la morte del figlio per un incidente continuò a postare sui social come se fosse lui a farlo. Disse che è quello che lui avrebbe voluto. Non è finita bene in quanto il marito era contrario e si andò per via legale per far chiudere l&#8217;account Facebook. Purtroppo, non è stato l&#8217;unico caso. Non posso immaginare il dolore di questa madre quindi non posso darle contro a priori o essere dalla sua parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo post voglio evidenziare un problema che sembra sempre più si sta facendo notare dal basso e potrebbe diventare qualcosa di &#8220;reale&#8221; senza poterci far nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2015, Henrique Jorge, sviluppatore di software e imprenditore portoghese, ha fondato un social network chiamato&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.eter9.com/" target="_blank"><strong>ETER9</strong></a>.&nbsp;Il suo progetto promette ai propri utenti la creazione di un Avatar che impara ad emulare la propria personalità raccogliendo ed elaborando i post e i commenti che vi vengono pubblicati.&nbsp;Più pubblichi, più la macchina apprende.&nbsp;Alla fine, sarà in grado di raggiungere una certa autonomia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ecco, da qui in poi vedo il problema</strong> (se così possiamo definirlo). <strong>Stanno arrivando i <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Metaverso" target="_blank">Metaversi</a></strong>, vediamo chi inizia e dove si vorrà arrivare, la notizia è ancora fresca, non solo Meta/Facebook ha proposto la sua visione ma anche Microsoft, e altri arriveranno. Probabilmente con il tempo il progetto si unificherà, ma è una strada ancora lunga da percorrere quindi ne parleremo più avanti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se pensiamo ad un Metaverso come ad un&#8217;esperienza vissuta in modo virtuale, un mondo ideale (capiremo poi per chi) con regole diverse, allora possiamo accettare che il progetto di ETER9, o simili, abbia un senso. <strong>Una realtà alternativa dove chi non c&#8217;è più, possa rimanere online per poterlo incontrare quando vogliamo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;effetto che otteniamo è alla <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.primevideo.com/detail/0NQ1QFP6B4R6TM8O2590IV5716/ref=atv_dp_share_cu_r" target="_blank"><strong>UPLOAD</strong></a>, serie Amazon Prime nelle quale in un futuro (non molto distante da noi) le persone possono scegliere di caricare la loro coscienza in una vita digitale e lì continuare a vivere. <strong>La serie ve la consiglio caldamente, mostra quali potrebbero essere i lati postivi e negativi di questa nuova frontiera dell&#8217;esistenza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Riflettiamo adesso sulla realtà delle cose</strong>. Se abbiamo persone che mantengono attivi profili social di scomparsi, se abbiamo imprenditori che ci permetteranno di insegnare ad un avatar come essere noi e caliamo tutto in un mondo dove tutto è possibile, il risultato sarà scontato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è chi si è anche preoccupato di variare il classico <strong>RIP (Rest in peace/Riposa in pace) </strong>con il nuovo e più in linea con l&#8217;idea, <strong>RIP (Rest in pixel)</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, vi direte, c&#8217;è ancora tanta strada da fare. No, è già da qualche anno che la strada è stata intrapresa e si corre molto veloce.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Artisti virtuali</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Purtroppo per voi la tecnologia e le idee, soprattutto se diventano un business e ci si guadagna, corrono molto più veloci di noi</strong>. L&#8217;anno scorso è stato presentato il nuovo show olografico di <em>Whitney Houston</em> &#8220;<a rel="noreferrer noopener" href="https://whitneyvegas.com/" target="_blank">An Evening With Whitney</a>&#8221; che è partito qualche settimana fa a Las Vegas. Se non lo ricordate, Whitney Houston ha lasciato questo mondo fisico l&#8217;11 febbraio 2012. Questo è ciò che vuole Pat Houston, sua cognata e manager, ha detto che era quello che <em>Whitney </em>avrebbe voluto fare e quindi lei si è impegnata a realizzare il suo sogno. Tralasciando il fatto che la cognata con questo tour perenne sta guadagnando molto bene.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe class="youtube-player" width="760" height="428" src="https://www.youtube.com/embed/MNGmLFVL_ug?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent&#038;enablejsapi=1" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il Washington Post dice:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ciò che è stato ritagliato con &#8220;Whitney&#8221; è più di uno spettacolo: è uno scorcio di un futuro, uno in cui gli artisti defunti continuano a vivere, non solo nelle traballanti riprese di YouTube, ma in piena presenza.&nbsp;In un certo senso, l&#8217;ologramma di Houston rappresenta niente di meno che la capacità della tecnologia di trascendere il tempo e la mortalità marginale, anche se solo per 80 minuti mentre salta su &#8220;I Wanna Dance With Somebody&#8221; sulla Strip di Las Vegas</p><cite>https://www.washingtonpost.com/technology/2021/10/29/whitney-houston-hologram-concert-innovations/</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non è l&#8217;unica. Artisti come Twenty One Pilots, Lil Nas X e Travis Scott stanno riscuotendo enormi successi con il loro virtual tour su <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.epicgames.com/fortnite/it/home" target="_blank">Fortnite</a> e <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.roblox.com/" target="_blank">Roblox</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto, non abbiamo più freni, il Metaverso apre le porte a qualsiasi cosa, unificherà le sperienze virtuali che nel mondo reale non possono essere realizzate, tutto sarà virtualmente possibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I Meta Umani sono già tra di noi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In Cina gli influencer virtuali o più precisamente i Meta-Umani, cioè coloro che esistono solo su un profilo social ma non nella realtà, hanno molti più seguaci degli influencer che abitano il nostro mondo fisico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco <strong>Ayayi</strong>, la prima influence totalmente digitale e supportata da un&#8217;intelligenza artificiale in grado di interagire con gli utenti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/11/image.png"><img decoding="async" src="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/11/image.png" alt="" class="wp-image-1896" width="636" height="637" srcset="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/11/image.png 885w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/11/image-300x300.png 300w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/11/image-150x150.png 150w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/11/image-768x769.png 768w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/11/image-80x80.png 80w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/11/image-320x320.png 320w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></a><figcaption><strong>Ayayi</strong></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">I Meta Umani, hanno un sacco di vantaggi, non cambiano mai, sono adattabili nel tempo, attivi 24 su 24, costano meno, possono cambiare aspetto a loro piacere, taglio di capelli, colore, ecc. Sempre perfetti come i social pretendono. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi alla nostra morte potremmo decidere di diventare virtuali? Saremo una copia di noi stessi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà di certo interessante da scoprire, ma forse qualcosa domanda su cosa sia eticamente giusto dovremmo forse porcela. La mia prima domanda è, <strong>che prezzo ha l&#8217;etica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Internet: L&#8217;Attacco dei cloni</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2021/05/27/internet-lattacco-dei-cloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[clone]]></category>
		<category><![CDATA[Clubhouse]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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					<description><![CDATA[Parliamo di cosa succede quando un&#8217;idea riesce a ritagliarsi uno spazio, trova piccoli segmenti che i big non ritengono al momento interessanti. Queste idee devono prendere la loro forma, adattarsi…]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di cosa succede quando un&#8217;idea riesce a ritagliarsi uno spazio, trova piccoli segmenti che i big non ritengono al momento interessanti. Queste idee devono prendere la loro forma, adattarsi agli utenti e cambiare in base agli usi, essere plasmate. <strong>Per questo ci vuole lavoro e il giusto tempo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso in questione è quello di <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.joinclubhouse.com/" target="_blank">Clubhouse</a>.<br>Nei mesi passati, quanti di noi hanno cercato, elemosinato, un invito all&#8217;app del momento? Già averla lanciata ad invito e solo per iOS ha attirato l&#8217;attenzione, da poso è disponibile anche per Android. Personaggi in vista e influencer hanno iniziato le loro Chat live, tutti volevano essere lì ad ascoltare. Elon Musk alla sua prima live ha fatto il &#8220;botto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La storia di Clubhouse è molto interessante</strong>, nel giro di pochi mesi, e grazie all&#8217;hype che i fondatori <strong>Paul Davison</strong> e l’ex ingegnere Google <strong>Rohan Seth</strong>, sono riusciti a generare, è passata da&#8230; nessuno ne sapeva nulla, a tutti vogliono iscriversi e un valore di mercato di circa 100 milioni di dollari (valore a gennaio 2021). Quando ci sai fare&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sicuramente il momento ha aiutato</strong>, costretti in casa ed essere passivi? meglio no, allora si legge (gli ebook in un anno hanno incrementato del 34%), si ascoltano podcast, si guardano video, corsi e webinar. Certo, qualche chat con gli amici, ma c&#8217;era bisogno di qualcosa di diverso. <strong>Abbiamo sentito la mancanza</strong> dello scambio di informazioni, partecipare a discussioni, <strong>cercare il confronto con altri</strong>, anche e soprattutto al di fuori della normalità. Clubhouse ha fatto tutto questo, <strong>ha trovato uno spazio e sopperito ad una mancanza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diciamo che il successo è cresciuto in maniera smisurata quando i più e gli influencer, soprattutto quelli meno conosciuti, <strong>hanno capito che l&#8217;app li avrebbe aiutati a fare numero</strong>, a farsi sentire in un contesto ancora privo della massa. L&#8217;obiettivo è stato fare Inbound Marketing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma tutto questo non poteva passare inosservato, l&#8217;interesse scatenato da Clubhouse ha smosso i giganti del tech.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Facebook si è attivato correndo ai ripari ed ha messo in piedi <strong>Facebook Live Audio Rooms</strong>, <strong>Twitter </strong>che da qualche tempo aveva già in cantiere un progetto simile e lancia <strong>Spaces</strong>, <strong>Linked-In</strong> con le sue <strong>Audio-Rooms</strong> e così via. Ma non solo loro, dopo che la Cina a febbraio ha bloccato Clubhouse, anche lì sono spuntati cloni come <strong>MiTalk </strong>di Xiaomi, <strong>Capital Coffee</strong>, <strong>Duihuaba</strong>, <strong>Clubhorse</strong> e non da meno, Alibaba sta lavorando a <strong>MeetClub</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle prossime settimane parleremo molto di <strong>audio, è la tendenza del momento.</strong> Audiolibri e podcast, gli investimenti di Spotify e Apple, le nuove funzionalità di ricerca di Google per presentare i Podcast nei risultati e molto ma molto altro.</p>
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		<title>È arrivato il giorno, chi non accetta è fuori</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2021/05/15/whatsapp-e-arrivato-il-giorno-chi-non-accetta-e-fuori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 May 2021 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
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		<category><![CDATA[whatsapp]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche se in tanti hanno snobbato la notizia, oggi è il 15 maggio, cambiano i termini di utilizzo di una delle applicazioni di chat più usate al mondo. Avete ancora…]]></description>
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            </div>
<p class="wp-block-paragraph">Anche se in tanti hanno snobbato la notizia, <strong>oggi è il 15 maggio, cambiano i termini di utilizzo di una delle applicazioni di chat più usate al mondo</strong>. Avete ancora qualche settimana per adeguarvi e decidere se continuare ad utilizzarlo oppure uscire e scegliere una o più alternative (Telegram, Signal, Discord, ecc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Succede che <strong>WhatsApp cambia i suoi termini di utilizzo</strong>. Perché succede questo? Era necessaria una svolta, far crescere un&#8217;azienda che al momento non dava introiti quindi si investe su <strong>WhatsApp Business</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo cambiamento è legato al fatto che <strong>da oggi sarà possibile effettuare acquisti in-app dai profili business</strong>. Sì, si potranno acquistare articoli tramite la chat. Essendo un&#8217;attività di tipo commerciale, gli utenti dovranno condividere dei dati personali che potranno essere condivisi con i commercianti. Questi dati andranno dall&#8217;indirizzo, alla carta di credito, e altre informazioni utili alla fatturazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo <strong>WhatsApp</strong> ha dovuto modificare le sue condizioni d’uso e l’informativa sulla privacy, inserendo una serie di regole e norme che proteggano questo scambio di dati. Essendo un cambio delle condizioni di utilizzo, tutti gli utenti dovranno accettarle, in caso contrario non potranno continuare ad utilizzare il servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiariamo però che chi non utilizzerà la funzionalità Business, non vedrà i suoi dati condivisi con nessun e non verranno utilizzati per eventuali tracciamenti, ma, accettando oggi, non sai cosa potrà succedere domani. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sono certo che un numero smisurato di utenti accetterà senza preoccuparsi</strong>. Ricordate però, se accettate, i vostri dati saranno già di Facebook, ripensarci sarà tardi. Vi consiglio di leggere con attenzione le nuove condizioni, certo, saranno noiose, saranno scritte in piccolo, saranno piene di paroloni, ma <strong>se decidete di accettare, non lamentatevi</strong> poi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nulla è gratis</strong>, se succede, <strong>specialmente in rete</strong>, lo <strong>paghi con i tuoi comportamenti e la tua privacy</strong>.</p>
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		<title>La verità è pagata, le bugie sono gratuite</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2021/01/28/la-verita-e-pagata-le-bugie-sono-gratuite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2021 07:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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					<description><![CDATA[Essere connessi alla rete, ha accelerato l&#8217;informazione ad una velocità che non potevamo immaginare fino a qualche anno fa. Oggi le fonti non sono più solo le agenzie di stampa,…]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p class="wp-block-paragraph">Essere connessi alla rete, ha accelerato l&#8217;informazione ad una velocità che non potevamo immaginare fino a qualche anno fa. Oggi le fonti non sono più solo le agenzie di stampa, ma chiunque abbia un account twitter (e non solo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ha generato un problema enorme sulla qualità dell&#8217;informazione che arriva a noi, infatti, le testate giornalistiche per non perdere utenti e lo scoop, cercano di pubblicare qualsiasi informazione prima dei concorrenti e questo fa sì che la notizia non sia sempre &#8220;curata e verificata a dovere&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensiamo a quanto sia davvero difficile produrre contenuti che siano affidabili e aderenti ai fatti in questione. <strong>La verità è qualcosa di molto complesso</strong>, una notizia <strong>ha la necessità di essere verificata prima di essere pubblicata</strong>, chi la pubblica dovrebbe verificare le fonti, fare ricerche e poi farla arrivare ai fruitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo processo porta via tempo e denaro, per questo motivo i siti di informazione chiedono il pagamento di un abbonamento mensile, usano la pubblicità, le affiliazioni e altri strumenti per pagare la qualità di quello che pubblicano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In molte notizie, soprattutto relative alla politica, la verità ha diverse forme, una notizia può essere comunque vera ma essere espressa in modo che piaccia di più una fazione piuttosto che all&#8217;altra ma la verità è comunque quella che ci piaccia o no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo visto, più volte, i governi e le masse scatenarsi contro i Twitter o Facebook di turno, perché i loro utenti pubblicavano notizie non veritiere (fake news), o comunque non corrette, ma per evitare questo, il social network in questione deve investire risorse, che paga, per verificare la notizia e in caso non fosse vera intervenire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo però è il problema di fondo delle notizie ai giorni nostri, comunque vadano le cose, per verificare l&#8217;informazione qualcuno deve impegnarsi e fare un controllo sui fatti, anche se poi si preferisce comunque pubblicare tutto, senza validare nulla e magari fare un bel titolo clickbait per fare traffico. Il problema di verifica della fonte sarà di altri, ma se nessuno lo fa, la notizia arriva agli utenti finali che la elaboreranno con i propri parametri, convinti che se è arrivata a loro qualcosa di vero c&#8217;è.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo felici di poter cercare su <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/" target="_blank">Wikipedia</a> o altri siti simili ma non vogliamo pagare perché questa rimanga libera e vera. Per inciso, esistono anche le enciclopedie online per le notizie non del tutto vere.<br>Chiedete a <em><a rel="noreferrer noopener" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Wales" target="_blank">Jimmy Wales</a></em>, uno dei fondatori di Wikipedia, quanto paga per mantenere non solo i servizi ma anche i redattori che verificano costantemente quello che viene pubblicato, grazie anche all&#8217;aiuto di bot che verificano notizie e modifiche quasi in tempo reale. Hanno poi volontari che fanno ricerche, ma il tutto non funziona se non c&#8217;è chi copre i costi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Se tiriamo le somme su quanto detto fino ad ora, <strong><span style="text-decoration: underline;">la verità viene pagata perché ha un costo</span>.</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi chiunque da un dispositivo connesso in rete può raccontare la sua verità, può dire ciò che vuole senza preoccupare che sia vero, può arrivare a milioni di persone prima che qualcuno lo possa verificare, può influenzare i più indifesi che non sono in grado di gestire questo flusso continuo di notizie. Aggiungiamo anche che loro stessi diventano attori e promotori della loro visione nella la catena dell&#8217;informazione.</p>



<h4 class="wp-block-heading">E questa è la seconda considerazione, <span style="text-decoration: underline;">le bugie sono totalmente gratuite</span>, scrivi quello che vuoi senza preoccuparti che sia vero. </h4>



<p class="wp-block-paragraph">Chiediamoci&#8230;<br>È colpa di Twitter se un utente posta una falsa notizia? <br>Perché ci arrabbiamo con Twitter perché lo ha permesso e non ci rivolgiamo all&#8217;autore del post?<br>Perché non c&#8217;è un ente terzo sopra le parti che valida le notizie in rete?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma solo con queste tre domande scateniamo una diatriba infinita su chi decide cosa è vero o cosa è falso? La rete è per sua natura democratica, non appartiene a nessuno (in realtà appartiene a tante entità).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se guardiamo alla situazione di <a rel="noreferrer noopener" href="https://parler.com/" target="_blank">Parler</a> o di altri siti/app sappiamo già che già c&#8217;è qualcuno che unilateralmente decide le sorti di altri, ma potremmo non sempre concordare con le sue motivazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi controlla il controllore? Siamo in un loop infinito che non ha, almeno al momento, una via d&#8217;uscita</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gatto di Schrödinger della notizia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se applichiamo <strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_gatto_di_Schr%C3%B6dinger" target="_blank">paradosso del gatto di Schrödinger</a></strong> alle notizie, possiamo fare un esempio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se dico che sei un ladro, tocca a te dimostrarmi che non lo sei</strong>. Ma come puoi provarlo, se non lo sei, non hai gli strumenti per dimostrarlo. <strong>A questo punto la notizia può essere sia vera che falsa contemporaneamente</strong>, avrai persone che vedranno la verità sulle base della loro elaborazione della notizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un argomento spinoso, per la maggior parte delle persone è difficile elaborare la verità, non si soffermano a verificare, ad informarsi, tutto corre troppo in fretta. Qualcuno dirà se ci si può fidare della notizia, nel frattempo quella è la verità di qualcuno che a sua volta la proporrà come verità ad altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;occasione vi posso consigliere un bel libro sulla realtà delle cose, solo con dati e verifiche posso accertare se qualcosa è realmente così come viene ci mostrato&#8230;</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><img decoding="async" src="https://www.tamb.it/services/books/34b0be1d-8a03-4052-aaae-3ec846d9373c/image" alt="Copertina del libro: Factfulness. Dieci ragioni per cui non capiamo il mondo. E perché le cose vanno meglio di come pensiamo" style="width: 150px;"></td><td><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.amazon.it/Factfulness-ragioni-capiamo-mondo-pensiamo/dp/8817099635/ref=tmm_hrd_swatch_0" target="_blank"><strong>Factfulness. Dieci ragioni per cui non capiamo il mondo. E perché le cose vanno meglio di come pensiamo.</strong></a><br>di Hans Rosling, Ola Rosling, Anna Rosling Rönnlung</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>La criptovaluta di Facebook e di Napoli [aggiornamento]</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2019/06/21/la-criptovaluta-di-facebook-e-di-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 09:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criptovaluta]]></category>
		<category><![CDATA[Crypto currency]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[criptovaluta]]></category>
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		<category><![CDATA[Global Coin]]></category>
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					<description><![CDATA[Sì, il nostro caro Mark Zuckerberg ha messo il suo pollice bianco anche qui. Dalle voci che girano, sembra proprio che nel 2020 Facebook lancerà la sua criptovaluta, nome in…]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p class="wp-block-paragraph">Sì, il nostro caro <strong>Mark Zuckerberg</strong> ha messo il suo pollice bianco anche qui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle voci che girano, sembra proprio che nel 2020 Facebook lancerà la sua criptovaluta, nome in codice <strong>Libra</strong> e potrebbe chiamarsi <strong>Global Coin</strong>. Il nome da l&#8217;idea di quanto grande voglia essere la sua visione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>RBC</strong>, la maggiore banca del Canada, sì è espressa in modo molto positivo rispetto all&#8217;imminente ingresso di <strong>Facebook</strong> nell&#8217;universo delle valute virtuali. Vede la cosa come una&nbsp;<strong>rivoluzione per l’azienda</strong>, in grado di aprire a nuovi affari ed entrate economiche che potrebbero garantire una crescita inimmaginabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si può immaginare, questo evento non potrà passare inosservato, con questa mossa <strong>Zuckerberg</strong> mette un pilastro in quello che potrebbe essere una rivoluzione che toccherà diversi aspetti della vita di tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I partners che si sono interessati a questo progetto non sono in secondo piano, Facebook infatti per questo progetto ha raccolgo qualche milione di dollari, sembra dieci, da gente come <strong>Visa, Mastercard, Amazon, Uber, Stripe</strong> e altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si parla del fatto che questa moneta virtuale, non avrà <strong>commissioni per gli acquisti online</strong>, sarà utilizzabile su tutti i Social del mondo Facebook quali Whatsapp e Instagram il quale a breve prevederà la possibilità di fare acquisti direttamente all&#8217;interno dell&#8217;app, la cosa sarà semplificata se il pagamento potrà avvenire tramite una moneta virtuale gestita da Facebook &amp; Partners senza la scocciatura di Banche e affini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei prossimi giorni ne sapremo di più, attendiamo fiduciosi e curiosi di capire come questo evento cambierà nuovamente il mondo attorno a noi, e scommetto che lo cambierà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non pensate solo all&#8217;utente finale, pensate quanto questo rivoluzionerà anche il mondo B2B.</p>



<h4 class="wp-block-heading">E Napoli cosa c&#8217;entra?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Visto che ho parlato di criptovalute, non potevo non includere anche questa notizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arriva la criptovaluta della città di <strong>Napoli</strong>. Ad annunciarlo è il sindaco, <strong>Luigi De Magistris</strong>, che già nei mesi scorsi aveva più volte spinto in favore di un progetto simile. Ha assicurato che sarà il primo per riuscire a portare la città ad assistere a una crescita dell’economia circolare, tanto da raggiungere&nbsp;<em>“un’autonomia finanziaria”</em>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Quando si porteranno rifiuti in un’isola ecologica si verrà premiati con dei token, spendibili in questi esercizi commerciali”,</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">In sostanza un&#8217;economia circolare attraverso Token rilasciati dal Comune e spendibili presso esercizi convenzionati e convertibili a loro volta in altri servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il coordinatore del gruppo di lavoro <strong>Felice Balsamo</strong>, ha riassunto l’obiettivo del progetto:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>“Dal sito del Comune si potrà scaricare l’app per raccogliere i token; un esempio è che l’Anm [Azienda Napoletana Mobilità, ndr] assegni un token a chi parcheggia l’auto lontano dal centro, mentre l’Asia [Azienda servizi di igiene ambientale, ndr] potrebbe garantire 1 token ai cittadini che si recano alle isole ecologiche per gettare i rifiuti e 2 token a chi telefona per la raccolta degli ingombranti”.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Teniamo una finestra aperta sul Vesuvio per vedere come andrà a finire, si parla di una prima sperimentazione ad agosto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto per una Pizza? 4 Token, grazie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aggiornamento del 20/06/2019</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Piccolo aggiornamento vista la presentazione ufficiale. La criptomoneta di Facebook si chiamerà &#8220;<strong>Libra</strong>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un po tutti, Radio e TV comprese, hanno dato la notizie e tutti hanno voluto dire la loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ex Ministro Tremonti ha detto&#8230;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Sotto la banconota si pensava che ci fossero le riserve d&#8217;oro* e poi comunque i governi**. Questa è la stata la base del capitalismo moderno. Una base che oggi va a rompersi con l&#8217;avvento della coppia globale + digitale</p><cite>Giulio Tremonti al <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Sole 24 ore (opens in a new tab)" href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-06-19/tremonti-libra-moneta-facebook-cambia-regole-gioco-205024.shtml?uuid=ACR4bfS&amp;refresh_ce=1" target="_blank">Sole 24 ore</a><br><br>* il Ministro si è scordato che questa cosa non è più vera da un bel po di tempo, quindi è vero che si &#8220;pensava&#8221;. <br>** Anche su questo ci sarebbe da fare un maggiore chiarezza.</cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Come previsto, la notizia è stata data il primo giorno e subito dopo rimessa nel cassetto&#8230; in attesa della sua venuta (di Libra ovviamente).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A mio parere potrà essere una rivoluzione non perché lo ha detto Facebook o una Banca canadese, lo sarà, solo se gli utenti decideranno che potrà essere una nuova moneta. Le speculazioni iniziali non si conteranno, Facebook stesso farà qualsiasi cosa per dargli la possibilità di posizionarsi e dargli credibilità, tanti gli daranno addosso, ma solo alla fine ne vedremo i risultati, ci vorrà tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che mi preoccupa è sempre lo stesso, vale per i Social, per la Libertà della rete e per mille altre cose. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi vigilerà, non tanto sulle criptovalute ma quanto sugli utenti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo sempre maggiore astrazione tra noi a quello che succede dietro la nostra connessione, vediamo sempre di più le luci, i fuochi di artificio ma sempre meno chi li accende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La libertà e la democrazia in rete devono essere sorvegliate, la domanda finale resta sempre&#8230; <strong>Chi controlla il controllore?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non possiamo chiedere a Google di filtrare i contenuti dei bambini quando dietro alla pubblicità per i bambini c&#8217;è Google.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non possiamo chiedere a Facebook di controllare le Fake-news sul social quando è dalle Fake-news che Facebook guadagna maggiormente con la pubblicità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; iniziata da tempo la virtualizzazione del nostro mondo e ogni anno raddoppia la sua velocità, stare attenti resta un nostro compito non per noi ma per chi verrà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ah! del Bit Coin Napoletano, nessuno ne ha parlato.</p>


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		<title>F8</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2019/05/03/f8/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2019 15:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.robertobeccari.it/?p=640</guid>

					<description><![CDATA[Non si tratta del tasto funzione, ma della recentissima, qualche giorno fa, edizione della Conferenza per gli sviluppatori di Facebook. Diciamo che sono state presentate diverse novità, alcune di grande…]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta del tasto funzione, ma della recentissima, qualche giorno fa, edizione della Conferenza per gli sviluppatori di Facebook.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diciamo che sono state presentate diverse novità, alcune di grande rilievo, altre meno, che coinvolgono le loro principali piattaforme, Facebook, Instagram, Whatsapp e Oculus. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Keynote di apertura, Mark Zuckerberg  ha riconosciuto come la reputazione di Facebook si stia deteriorando in termini di piattaforma privata. Non ha menzionato alcun evento particolare, ma ha fatto capire che è ben consapevole delle <a rel="noreferrer noopener" href="https://fossbytes.com/tag/facebook-data-leak/" target="_blank">disavventure di sicurezza in cui la</a> sua compagnia è solitamente coinvolta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo in dettaglio cosa ci aspetta da cui ai prossimi anni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Instagram</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte dei cambiamenti menzionati su Instagram avrà l&#8217;obiettivo di ridurre l&#8217;aggressività con cui le persone interagiscono tra loro online.&nbsp;Tuttavia, tutti questi cambiamenti verranno prima ampiamente testati nei prossimi anni prima di essere diffusi al pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le modifiche introdotte immediatamente includono l&#8217;integrazione di sondaggi, quiz e funzionalità interattive nella fotocamera Instagram che verranno chiamate collettivamente come modalità creativa.&nbsp;I prossimi cambiamenti si concentreranno sul rendere il seguito meno &#8220;prominente&#8221; su Instagram.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra funzione imminente su Instagram denominata Private Like nasconderà il numero di Mi piace su ogni foto nel tuo feed di notizie.&nbsp;Potrai vedere chi ha apprezzato la foto e contare il numero di Mi piace, ma nessun numero totale sarà presente nella foto stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elenco di funzionalità di prototipo che potrebbero essere lanciate nei prossimi anni include, un piccolo &#8220;Nudge&#8221; per prevedere quando interagiscono in modo troppo aggressivo online. Un&#8217;altra funzionalità, &#8220;Away Mode&#8221;, consentirà agli utenti di spostarsi da Instagram quando attraversano un periodo difficile nella loro vita. Il filtro dei commenti sarà anche presente per rimuovere eventuali commenti indesiderati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">WhatsApp</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte delle modifiche apportate a Whatsapp sono focalizzate sull&#8217;ottimizzazione della privacy e della sicurezza. Durante il Keynote hanno detto che in India quasi un milione di persone hanno utilizzato l&#8217;app per i pagamenti di Whatsapp, una funzione che verrà lanciata a livello internazionale entro la fine dell&#8217;anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;opzione per il catalogo di prodotti aziendali sarà disponibile su Instagram, consentendo a venditori e titolari di aziende di mostrare i propri prodotti nella chat. I funzionari hanno confermato che circa il 60% della chiusura degli affari si è svolta nella chat di Instagram.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Messenger&nbsp;</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto, la dimensione dell&#8217;app di messaggistica è stata ridotta a meno di 30 MB da 127 MB e occorrono solo 1,5 secondi per iniziare.&nbsp;Messenger utilizzerà anche la crittografia end-to-end per impostazione predefinita.&nbsp;Potrai anche effettuare una videochiamata per i tuoi amici al di fuori di Messenger su Whatsapp e Instagram.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda scheda su Messenger ora diventerà anche una piattaforma separata per social media. La sua funzionalità si trova da qualche parte tra Whatsapp e Instagram. Messenger includerà un miglior supporto per status, storie e momenti speciali che tu e i tuoi amici vorremmo ricordare. Anche il desktop di Messenger è in arrivo e sarà caratterizzato dalla modalità dark.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Facebook</h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Facebook ora ha una nuova icona e l&#8217;interfaccia utente dell&#8217;app è cambiata in modo significativo con una forte enfasi su gruppi e comunità. Questo aggiornamento viene chiamato FB5 dalla società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un cambiamento importante che gli utenti noteranno durante l&#8217;utilizzo dell&#8217;app Facebook è la possibilità di raccogliere il feed delle notizie proprio dove l&#8217;hanno lasciato. Permetterà agli utenti di non perdere mai aggiornamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo principale di Facebook è far interagire le persone più all&#8217;interno dei gruppi. Chi si è avvicendato sul palco, Zuckerberg per primo, hanno detto che &#8220;il futuro è privato&#8221; e questo è esattamente ciò che le nuove funzionalità dell&#8217;app Facebook invitano le persone a fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunità di gioco su Facebook avrà una funzione di chat separata.&nbsp;Permetterà ai giocatori di creare sotto-thread su qualsiasi argomento di gioco che vogliono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Facebook Dating è un&#8217;altra caratteristica basata su gruppi. Permetterà agli utenti di scoprire nuovi potenziali &#8220;candidati&#8221; con l&#8217;uso di &#8220;Secret Crush&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secret Crush consentirà agli utenti di creare un elenco di persone che vorrebbe incontrare. Se le stesse persone ti mettono nella lista, riceverai una notifica per lo stesso. Sono curioso di provarlo per capire se il tutto risulta più versatile rispetto a Tinder.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra caratteristica &#8216;Incontra nuovi amici&#8217; permetterà agli utenti di scoprire nuovi potenziali amici basati su interessi condivisi.&nbsp;Comprenderà persone della tua scuola, del posto di lavoro o della tua città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul lato business, Facebook ha introdotto modelli di lavoro per facilitare l&#8217;assunzione tramite l&#8217;app social. L&#8217;app ha anche introdotto il supporto per la spedizione nativa, il che significa che i venditori in tutti gli Stati Uniti saranno ora in grado di inviare pacchetti e ricevere pagamenti tramite la spedizione nativa di Facebook.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Spark AR, Oculus Rift e Portal</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Facebook ha annunciato lo studio Spark AR per Mac e Windows.&nbsp;La beta aperta sarà presto disponibile per Instagram.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo schermo video intelligente di Facebook chiamato Portal verrà lanciato a livello internazionale.&nbsp;Sarà caratterizzato da videochiamate e chiamate vocali utilizzando sia Whatsapp e Messenger.&nbsp;Le chiamate saranno crittografate end-to-end per una maggiore sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la realtà virtuale, Facebook ha rivelato due nuovi auricolari per realtà virtuale: Oculus Rift S e Oculus Quest.&nbsp;Il primo è un auricolare VR aggiornato con risoluzione migliore e tracciamento migliorato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oculus Quest, d&#8217;altra parte, è un headset VR wireless. È dotato di Oculus Insight, che analizzerà l&#8217;area intorno agli utenti per creare una mappa e archiviarla nella memoria locale. Oculus Quest avrà anche funzionalità di streaming in modo che le persone siano in grado di vedere in TV ciò che vedi nell&#8217;auricolare.</p>
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		<title>Terrapiattisti, più numerosi grazie a chi?</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2019/02/19/terrapiattisti-piu-numerosi-grazie-a-chi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 10:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio, &#8220;Believing in A Flat Earth&#8220;, realizzato da Asheley Landrum, ricercatrice della Texas Tech University, dimostra che l&#8217;allarmante crescita del numero di persone che pensano che la Terra…]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Un nuovo studio, &#8220;<a href="https://aaas.confex.com/aaas/2018/meetingapp.cgi/Paper/21432">Believing in A Flat Earth</a>&#8220;, realizzato da Asheley Landrum, ricercatrice della Texas Tech University, dimostra che  <br>l&#8217;allarmante crescita del numero di persone che pensano che la Terra sia piatta è direttamente legata alla crescita delle teorie cospirative su YouTube &#8211; un preoccupante segnale della capacità degli algoritmi online di mettere in evidenza le cattive informazioni nelle popolazioni vulnerabili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La Landrum, ha intervistato 30 partecipanti a due incontri consecutivi della più grande conferenza annuale dei Flat Earther.&nbsp;Ciò che trovò fu inquietante: quasi tutti dissero che erano stati esposti per la prima volta alla teoria su YouTube. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle grandi storie del nostro tempo è come le informazioni e la disinformazione si diffondono online.&nbsp;C&#8217;è un buon materiale didattico online, ma gli algoritmi che alimentano gli individui che hanno a che fare con la cospirazione una dieta costante di informazioni inaffidabili potrebbero alimentare l&#8217;ascesa delle visioni del mondo deformate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Ci sono molte informazioni utili su YouTube ma anche molte informazioni fuorvianti&#8221;, ha detto Landrum al quotidiano.&nbsp;&#8220;I loro algoritmi rendono facile finire nella tana del coniglio, presentando informazioni a persone che saranno più suscettibili ad esso.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io non voglio essere cattivo, sono, purtroppo per me, realista.<br>Una volta le persone che avevano opinioni che non si basavano su una qualsiasi scienza applicata e provata, che non avevano spazio per esporle agli altri, le loro idee rimanevano arroccate e condivise con le poche persone alle quali potevano arrivare. Oggi, grazie alla rete ed ai social network, questi confini sono stati spazzati via. Il risultato è che grazie a quella che possiamo definire, la democrazia della rete, permettiamo a chiunque di pubblicare le proprie idee senza un controllo e purtroppo troviamo sempre più persone che non avendo una propria idea vogliono uscire dalla massa sposando le idee di altri senza preoccuparsi del fatto che possano essere giuste o sbagliate. La stessa religione ha trovato in rete persone prive di barriere e con la giusta fragilità, pronte a credere in qualcosa che li faccia sentire diversi e possa dare a loro un fine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuiamo a non pensare il danno che questi strumenti di condivisione possano fare, è bello condividere, è bello poter parlare con gli altri ma stiamo generando problemi che non saremo più in grado di risolvere perché nessuno li vuole vedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Guardian (opens in a new tab)" href="https://www.theguardian.com/science/2019/feb/17/study-blames-youtube-for-rise-in-number-of-flat-earthers" target="_blank">Guardian</a></p>
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		<title>Facebook può chiudere?</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2018/04/01/facebook-puo-chiudere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Apr 2018 06:36:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[cambridge analytica]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli ultimi eventi relativi a Cambridge Analytica, memo interni tra manger, trafugati ed estrapolati dal contesto, il tracciamento delle telefonate fatte e degli SMS/MMS inviati su Android (Apple o Google…]]></description>
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</p></div>
<p>Gli ultimi eventi relativi a Cambridge Analytica, memo interni tra manger, trafugati ed estrapolati dal contesto, il tracciamento delle telefonate fatte e degli SMS/MMS inviati su Android (Apple o Google fanno la stessa identica cosa ma a loro è perdonato), le scuse ai media che a loro volta sono diventati paladini della nostra privacy grazie ai tanti giornalisti che hanno fatto interi servizi su come eliminare il proprio account o come scaricare il proprio log. Tutti, ma proprio tutti, hanno voluto esserci nel dare contro a Facebook ed il suo patron&nbsp;Mark Elliot Zuckerberg.</p>
<p>Personalmente non ho nulla contro Facebook, è una nostra scelta iscriversi, decidere cosa postare o su cosa fare like. Se adesso ci preoccupiamo di quello che loro sanno di noi, forse dovremmo incolpare noi stessi per non aver saputo gestire le nostre informazioni e quanto incautamente le regaliamo a chiunque ci dia uno strumento che sollazzi il nostro narcisismo. È la voglia di dire tutto di noi a chiunque in quel momento passi per la strada, un nostro vecchio compagno, una persona che non vediamo da anni, siamo felici se qualcuno che non conosciamo ci chiede l&#8217;amicizia siamo i primi ad accettare quando ci invitano a fare un test sui nostri gusti o il nostro modo di essere e pubblichiamo i risultati perché tutti li possano vedere.</p>
<p>Facebook fa business, come altri social o servizi gratuiti (la lista è lunga). Di qualcosa queste aziende devono campare, lo fanno sul tracciamento dei nostri gusti, il dove siamo, cosa facciamo durante il giorno, con chi siamo amici e di cosa parliamo, quello che mi chiedo è&#8230;</p>
<blockquote><p><strong>Perché ce ne accorgiamo solo in queste situazioni?</strong></p></blockquote>
<p>Facebook ha certamente sbagliato, l&#8217;errore è stato quello di non essere attento a dove e come i dati che sono stati raccolti siano stati usati o se chi li aveva raccolti li ha ceduti ad altri. Secondo una serie di accordi, quest&#8217;ultima parte non poteva essere fatta, anche se ancora non risulta molto chiaro, chi ha raccolto i dati non avrebbe dovuto darli a terzi, Facebook può avere davvero colpe legali?</p>
<p>Questo post, come dice anche il titolo non vuole occuparsi di questo aspetto della vicenda, della quale per altro tutti hanno detto qualcosa, ma si chiede nella sostanza una cosa&#8230;</p>
<blockquote><p>Se dovesse esserci un qualche evento o scandalo che dovesse portare realmente alla chiusura di un colosso come Facebook, cosa capiterebbe intorno a noi?</p></blockquote>
<p>Forse pensate che non ci sarebbe un impatto nella vita di tutti i giorni, semplicemente la gente non avrebbe più una piattaforma sulla quale pubblicare la foto del giorno per dimostrare quanto si è felici, lo stato o il gattino buffo. Ce ne faremo una ragione e passeremo ad un&#8217;altra piattaforma pronta a prendere il suo posto.</p>
<p>Se invece pensiamo a quante persona oggi grazie a Facebook fanno business? Intere aziende vivono delle informazioni che comprano da loro, hanno servizi legati agli utenti iscritti sul Social Network, oppure chi, grazie ai gruppi, gestisce intere organizzazioni o piccole realtà, piccoli imprenditori che vendono i loro servizi e che tengono i contatti tramite questo strumento, i negozi che hanno allargato le loro vendite grazie alle loro pagine dove lanciano offerte, fanno promozione sono in grado con poco sforzo di arrivare al cliente tipo. Non possiamo non ricordare gli influencer che vivono e guadagnano grazie a Facebook, YouTube, Instagram, Musically e chi più ne ha più ne metta.</p>
<blockquote><p>Quanti di voi tengono contatti tramite gruppi o hanno il like su pagine per avere informazioni sempre aggiornate su spettacoli, concerti, mostre, eventi vari?</p></blockquote>
<p>A questo punto, Facebook può fallire? Può chiudere? Quanto tempo sarebbe necessario per sostituirlo? Quanto sforzo e quali perdite saremo disposti a sopportare per evitarne la chiusura?</p>
<p>Sono tutte domande alle quali sarebbe utile cominciare a dare una risposta, non è solo una piattaforma sulla quale condividiamo qualcosa, è penetrato nel nostro tessuto sociale talmente in profondità che spesso non capiamo come sia possibile farne senza. Se ci guardiamo attorno, oggi non capiamo come sia possibile usare internet senza Google o fare una telefonata senza avere uno smartphone, o mandare un messaggio senza WhatsApp, arrivare in un posto senza Google Map. Se poi devo vedere una serie TV come faccio senza NetFlix o se devo compare qualcosa non lo compro se non lo trovo su Amazon.</p>
<p>Ecco come hanno lavorato queste società, sono arrivate alla radice, hanno raccolto i nostri desideri e li hanno trasformati in bisogni, sono in grado di indirizzare le scelte su cosa mangiare, dove comprare e recentemente cosa votare.</p>
<p>So che questo articolo è uno tra i tanti, adesso l&#8217;opinione pubblica è allarmata ma sappiamo che proprio grazie ai social network questo presto passerà perché ci sono altri stati da pubblicare, nuove foto e nuovi gattini.</p>
<blockquote><p>Nulla è gratis, se lo è, semplicemente lo stai già pagando con qualcosa di tuo o a scapito di altri.</p></blockquote>
<p>Ne riparliamo la prossima volta che scopriremo, a nostra sorpresa, che questi signori sanno tutto di noi e possono decide tanto nella nostra vita.        </p>
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