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	<title>Google &#8211; R.B.log</title>
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	<description>Costruire il futuro con codice, intelligenza e visione</description>
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		<title>Google Foto, basta spazio di archiviazione gratuito</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2021/05/31/google-foto-basta-spazio-di-archiviazione-gratuito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[Google Foto, basta spazio di archiviazione gratuito. Da domani, 1° giugno, anche Google Foto terminerà questa politica di archiviazione, eventuali nuove foto e video caricati verranno conteggiati nei i 15 GB di spazio di archiviazione gratuiti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p class="wp-block-paragraph">In un <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.robertobeccari.it/2021/01/19/lo-schema-ponzi-dello-spazio-illimitato/" target="_blank">precedente post</a>, ho parlato di come i servizi e fornitori che danno spazio gratuito siano sempre meno, questo è dovuto al fatto che in termini di costi non è un modello di business sostenibile nel tempo per chi lo propone.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da domani, 1° giugno, anche Google Foto terminerà questa politica di archiviazione</strong>, eventuali nuove foto e video caricati verranno conteggiati nei i 15 GB di spazio di archiviazione gratuiti forniti con ogni&nbsp;account&nbsp;Google.&nbsp;Ma non preoccuparti: tutte le foto o i video che hai caricato prima di quel giorno non faranno parte del limite.&nbsp;E Google ha aggiunto un nuovo strumento gratuito per aiutarti a gestire la tua quota di archiviazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si trattava di un&#8217;offerta usata come specchietto per le allodole, <strong>di fatto uno spazio illimitato non è sopportabile</strong>. Ragioniamo in modo diverso, <strong>è vero che ci attira lo spazio illimitato</strong>, ma di fatto quanto è questo spazio, ce lo siamo mai chiesti? <strong>quanto spazio potranno mai occupare le nostre foto?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È una bella domanda. La NON sostenibilità di queste offerte, deriva dal fatto che nel tempo, come fornitore del servizio, devo gestire la sicurezza di questi dati, è tutto quello che ne comporta. A fronte di un pagamento annuale o mensile di una cifra X, devo immaginare che tu possa decidere di mettere online una vita di foto e video, se sei un fotografo o un video maker professionista, queste foto occuperanno molto più spazio delle foto e dei video che in media facciamo con un cellulare di media qualità (diciamo il più del mercato). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Diverso invece è dire al tuo cliente, a fronte di un pagamento di X, hai Y di spazio a disposizione con tutti i servizi a corredo, sicurezza, backup, velocità in upload e download, ecc. <strong>Questa è la realtà</strong>. Se ti aspetti di avere spazio illimitato, pensa sempre che <strong>dietro hai un servizio che deve gestire quello spazio che tu deciderai di utilizzate</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;annuncio era già stato fatto a novembre per incoraggiare le persone a iscriversi al servizio di abbonamento per l&#8217;archiviazione di Google chiamato <a rel="noreferrer noopener" href="https://one.google.com/" target="_blank">Google ONE</a>. C&#8217;è stato tempo per adeguarsi, soprattutto per chi davvero puntava su quel tipo di servizio. Spesso però queste notizie, si leggono, poi si pensa che c&#8217;è ancora tempo, e poi il tempo passa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I piani di Google One partono da 1,99 euro al mese per 100 GB di spazio di archiviazione e altre funzionalità</strong>, come gli sconti del Google Store.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/05/image-1.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="592" src="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/05/image-1-1024x592.png" alt="" class="wp-image-1792" srcset="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/05/image-1-1024x592.png 1024w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/05/image-1-300x173.png 300w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/05/image-1-768x444.png 768w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/05/image-1.png 1146w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando a <strong>Google Foto</strong>, ci sono più di <strong>4 trilioni di foto archiviate</strong>, ha affermato la società a novembre, <strong>con 28 miliardi di nuove foto e video caricati ogni settimana</strong>.&nbsp;A maggio, Google ha presentato nuove funzionalità, tra cui la&nbsp;possibilità di rimuovere le foto dai tuoi ricordi, nuove&nbsp;tecniche basate sull&#8217;intelligenza artificiale per dare vita alle tue foto, riconoscere foto sfocate e video di grandi dimensioni che potresti voler eliminare. Tutto per gestire al meglio lo spazio di archiviazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">    </p>
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		<title>Google AMP le cose cambiano</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2021/05/24/google-amp-le-cose-cambiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 May 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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					<description><![CDATA[Google AMP è un framework di componenti Web che puoi utilizzare per creare facilmente siti Web, storie, e-mail e annunci per gli utenti. L&#8217;idea, che non ha mai preso del…]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p class="wp-block-paragraph"><a rel="noreferrer noopener" href="https://developers.google.com/amp" target="_blank">Google AMP</a> è un framework di componenti Web che puoi utilizzare per creare facilmente siti Web, storie, e-mail e annunci per gli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idea, che non ha mai preso del tutto piede, <strong>benché Google stessa si fosse prodigata</strong> in mille modi, anche <strong>non molto corretti rispetto alla concorrenza</strong>, per farlo adottare da sviluppatori e piattaforme di gestione dei contenuti. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>AMP </strong>è un progetto open source <strong>progettato per aiutare gli editori web a creare contenuti</strong> ottimizzati per dispositivi mobili <strong>che si caricano istantaneamente</strong> su tutti i dispositivi, evitando di caricare troppo la pagina con fronzoli e mirare direttamente al contesto.&nbsp;&#8220;Vogliamo che le pagine web con contenuti ricchi come video, animazioni e grafica funzionino insieme agli annunci intelligenti e vengano caricate istantaneamente&#8221;, ha&nbsp;scritto Google in un post sul blog.&nbsp;&#8220;Vogliamo anche che lo stesso codice funzioni su più piattaforme e dispositivi in ​​modo che i contenuti possano essere visualizzati ovunque in un istante, indipendentemente dal tipo di telefono, tablet o dispositivo mobile che stai utilizzando&#8221;. L&#8217;obiettivo è offrire la migliore esperienza mobile possibile ai suoi utenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Google AMP non è più necessario per il ranking</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Google per accelerare l&#8217;utilizzo di AMP, ha da sempre <strong>privilegiato </strong>questo metodo nell&#8217;<strong>algoritmo di ranking</strong>, questo ovviamente ha fatto sì che chi puntava a farsi notare dal motore di ricerca o nel contesto pubblicitario, generasse i contenuti usando AMP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un recente <a rel="noreferrer noopener" href="https://developers.google.com/search/blog/2021/04/more-details-page-experience" target="_blank">aggiornamento della documentazione della search central</a>, Google scrive questo&#8230;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ciò significa che l&#8217;utilizzo del formato AMP non è più necessario e che qualsiasi pagina, indipendentemente dal punteggio Core Web Vitals o dallo stato di esperienza della pagina, sarà idonea a comparire nel carosello delle prime notizie.</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Stiamo anche portando aggiornamenti simili all&#8217;app Google News, una destinazione chiave per gli utenti di tutto il mondo per ottenere una visione completa delle notizie importanti del giorno.&nbsp;Nell&#8217;ambito dell&#8217;aggiornamento dell&#8217;esperienza della pagina, <strong>stiamo espandendo l&#8217;utilizzo di contenuti non AMP p</strong>er potenziare l&#8217;esperienza principale su&nbsp;<a href="https://news.google.com/">news.google.com</a>&nbsp;e nell&#8217;app Google News.</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Inoltre, non mostreremo più l&#8217;icona del badge AMP per indicare il contenuto AMP.&nbsp;Puoi aspettarti che questa modifica arrivi ai nostri prodotti quando l&#8217;aggiornamento dell&#8217;esperienza della pagina inizierà a essere implementato a metà giugno.&nbsp;Continueremo a testare altri modi per identificare i contenuti con un&#8217;ottima esperienza sulla pagina e ti terremo aggiornato quando ci sarà altro da condividere.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Resta comunque valido che Google migliorerà il ranking delle pagine più veloci da visualizzare</strong> quindi è necessario rimanere focalizzati su questo fattore, una pagina lenta fa aspettare l&#8217;utente che di conseguenza non tornerà su quella pagina a meno che non sia strettamente necessario, questo abbasserà il suo ranking. Quindi, pagina essenziali e mirate al contenuto, non importa la tecnologia utilizzata, anche se AMP rimane di certo uno strumento valido.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché ora?</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Google AMP non è mai stato popolare</strong>.&nbsp;È stato controverso dal giorno in cui è stato introdotto e non è mai stato apprezzato, sembrava un modo di imporre una tecnologia di cui nessuno aveva necessità, importa per altro da un BIG Tech.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono stati molti <strong>controlli antitrust su Google</strong> e <strong>potrebbe aver avuto un ruolo in questo cambiamento</strong> di opinione.&nbsp;AMP offre a Google il controllo del Web e di ciò che può essere un sito web.&nbsp;Google si pone tra il visitatore e il sito.&nbsp;Ha tolto il controllo e l&#8217;indipendenza dai siti che si sentivano costretti a utilizzare Google AMP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora tutti i siti hanno una scelta.&nbsp;Se desideri classifiche più alte e più traffico dai motori di ricerca, devi ottimizzare il tuo sito per un&#8217;esperienza utente migliore, più performante e più veloce.&nbsp;E ora puoi scegliere la tecnologia che desideri utilizzare per arrivarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">AMP non è più un requisito di Google per creare un sito Web a caricamento rapido.&nbsp;Puoi sviluppare&nbsp;<a href="https://plausible.io/lightweight-web-analytics">un sito leggero</a>&nbsp;con un&#8217;ottima esperienza sulla pagina e i migliori punteggi Core Web Vitals anche senza utilizzare il modo limitato e controllato da Google di creare un sito web.</p>
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		<title>Google Project Starline</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2021/05/20/google-project-starline/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo Google I/O 2021 svoltosi in questi giorni, sono state presentate diverse novità, alcune davvero interessanti e altre che aspettavamo da tempo, esempio, una maggiore attenzione alla privacy degli utenti…]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;ultimo <a rel="noreferrer noopener" href="https://events.google.com/io/" target="_blank">Google I/O 2021</a> svoltosi in questi giorni, sono state presentate diverse novità, alcune davvero interessanti e altre che aspettavamo da tempo, esempio, una maggiore attenzione alla privacy degli utenti Android. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le cose di maggior risalto, la nuova UI di <a rel="noreferrer noopener" href="https://developer.android.com/about/versions/12" target="_blank">Android 12</a>, devo dire molto bella, molto funzionale e fluida. Nelle prossime settimane sarà al centro dell&#8217;attenzione, posso segnalare che è disponibile per gli sviluppatori e lo sarà per tutti dopo l&#8217;estate. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro progetto sicuramente promettente per Google è <a rel="noreferrer noopener" href="https://blog.google/technology/ai/lamda/" target="_blank">LaMDA</a>, vista la sempre maggiore diffusione degli speaker nelle case, anche qui da noi. È un modello di apprendimento automatico che migliora le capacità di conversazione di un&#8217;intelligenza artificiale. Come spiegavo in <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.robertobeccari.it/2021/05/10/intelligenza-artificiale/" target="_blank">questo post</a>, la IA ha ancora diverse pecche dal punto di vista della parte conversazionale, LaMDA ha lo scopo di creare conversazioni più fluide che possono saltare tra qualsiasi argomento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto che invece ha attirato la mia attenzione è <a rel="noreferrer noopener" href="https://blog.google/technology/research/project-starline" target="_blank">Project Starline</a>. Si tratta di un prototipo costituito da un &#8220;ambiente&#8221; momento controllato e ben circoscritto che simula un modello olografico. È il tentativo di Google di creare ologrammi realistici, come guardare &#8220;attraverso una sorta di finestra magica&#8221; durante una chiamata. In quella finestra, si vede un&#8217;un&#8217;immagine 3D super realistica di un&#8217;altra persona che non è effettivamente lì. Combina diverse tecnologie la computer vision, machine learning, audio spaziale e compressione in tempo reale. Il risultato lo potete vedere nel video di seguito, molto interessante anche se ancora prematuro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe class="youtube-player" width="760" height="428" src="https://www.youtube.com/embed/Q13CishCKXY?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent&#038;enablejsapi=1" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Molte società stanno investendo sulle tecnologie di visione olografiche, passerà ancora del tempo prima di vedere una persona proiettata in un contesto reale ma tante tecnologie che simulano il processo sono presenti e molto efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi esperimenti permettono di definire i processi che saranno validi quando (perché succederà) avremo a disposizione veri e propri proiettori olografici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Google ha presentato diverse altre cose, ma di quello parleremo appena ci saranno maggiori dettagli, come il nuovo Wear OS in collaborazione con Samsung, oppure i nuovi processi, sempre più affidabili, per la gestione delle foto, e molto altro.</p>
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		<title>Lo schema Ponzi dello spazio illimitato</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2021/01/19/lo-schema-ponzi-dello-spazio-illimitato/</link>
					<comments>https://www.robertobeccari.it/2021/01/19/lo-schema-ponzi-dello-spazio-illimitato/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<category><![CDATA[spazio illimitato]]></category>
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					<description><![CDATA[L'offerta dello spazio illimitato è uno schema Ponzi, come questo modello attiro nuovi clienti che con il loro abbonamento pagheranno lo spazio che devo aumentare per gli utenti che già utilizzano il mio servizio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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            </div>
<p class="wp-block-paragraph">Di recente Google ha deciso di <a rel="noreferrer noopener" href="https://blog.google/products/photos/storage-changes/" target="_blank">modificare gli accordi</a> relativi allo spazio di archiviazione illimitato per Google Foto. <strong>Non è l&#8217;unico player che ha messo mano alle regole di archiviazione</strong>. Se pensiamo al modello spazio illimitato, infatti, la cosa risulta essere complessa da gestire nel tempo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Facciamo un esempio, <strong>compro un servizio che mi dà spazio illimitato, altri come me acquistano lo stesso servizio e iniziano ad aggiungere immagini ad alta qualità</strong>, oggi gli smartphone di ultima generazione salvano le foto a qualità elevata, per questo motivo, al contrario di qualche anno fa, <strong>la necessità di spazio di archiviazione è una richiesta sempre più impellente</strong>, anche per gli smartphone stessi. Diversi utenti, fotografi (oggi tutti siamo fotografi grazie ai Social), filmmakers, Influencer, ecc, hanno sottoscritto il servizio di Google Foto proprio per questo motivo, scattano la foto in <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Raw_(fotografia)" target="_blank">RAW</a>, mantengono l&#8217;originale e modificano con diversi affetti fino a raggiungere il risultato finale. Questo processo, su disco, ha la sua importanza perché <strong>per singola foto parliamo di diversi MB e a volte di alcuni GB</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Così facendo succede che il fornitore del servizio di archiviazione arriva a dover utilizzare sempre più spazio per un numero costante di utenti, questo implica che il costo di aumento dello spazio è solo ed esclusivamente a carico del fornitore e non dell&#8217;utente. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il fornitore potrebbe applicare la politica di aumento del costo di abbonamento</strong> del servizio di spazio illimitato, <strong>ma a lungo andare avrebbe lo stesso identico problema</strong>, lo spazio illimitato gli costerebbe sempre di più del costo dell&#8217;abbonamento che l&#8217;utente paga.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">È uno schema Ponzi</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;offerta dello spazio illimitato è uno <a rel="noreferrer noopener" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Schema_Ponzi" target="_blank">schema Ponzi</a></strong>, come questo modello, <strong>attiro nuovi clienti che con il loro abbonamento pagheranno lo spazio che devo aumentare per gli utenti che già utilizzano il mio servizio</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/01/Pyramid8BallFull.svg/1920px-Pyramid8BallFull.svg.png" alt=""/><figcaption><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Schema_Ponzi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Schema Ponzi</a></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come sappiamo tutti, questo schema non può reggere nel tempo</strong>, non puoi sperare che utenti sottoscrivano il tuo servizio per salvarti dai costi di gestione degli utenti esistenti. <strong>Ogni servizio di archiviazione ha costi che noi utenti il più delle volte non vediamo</strong>, i nostri dati non vengono solo salvati su un disco qualunque, ma <strong>vengono per sicurezza salvati in più posti</strong>, per evitare perdite di dati, in <strong>diversi paesi</strong>, per evitare problemi di mancanza di connessione e con <strong>alti standard di sicurezza</strong> per evitare che altri possano accedervi senza il nostro permesso. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La soluzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fallito il modello</strong>, si cambia strada, si toglie &#8220;illimitato&#8221; e <strong>si fa pagare a fasce di prezzo</strong>. Riporto il modello proposto dai principali fornitori per questo tipo di servizio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="785" height="679" src="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/01/image.png" alt="" class="wp-image-1635" srcset="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/01/image.png 785w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/01/image-300x259.png 300w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2021/01/image-768x664.png 768w" sizes="(max-width: 785px) 100vw, 785px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono ancora fornitori che propongono lo spazio illimitato, soprattutto come specchietto per attirare gli utenti e farsi conoscere, dietro le quinte però ci sono comunque limiti, del tipo&#8230; &#8220;Spazio illimitato&#8221; ma:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Con un massimo <strong>numero di file</strong>, nella pratica ho tutto lo spazio che voglio ma posso metterci sono un numero preciso di file, oltre quel numero devi acquistare un pacchetto per incrementare questo numero.</li><li>Con file fino ad una certa <strong>dimensione</strong>.</li><li>Solo un <strong>certo tipo di file</strong>.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Ed altre combinazioni, alle volte anche molto fantasiose.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La proposta di spazio illimitato è una calamita per gli utenti</strong>, ma pensate che ogni byte che mettete in quello spazio ha un costo che prima o poi verrà ribaltato su di voi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensate sempre che nessun servizio è gratuito e se lo è, non lo sarà per sempre oppure lo stai pagando in altro modo (e qui possiamo parlare della nostra privacy). L&#8217;accordo che accettiamo all&#8217;iscrizione, e che non leggiamo mai, è sempre a vantaggio di chi propone il servizio, per questo motivo se decidete di mettere dati, foto o altro, fate le giuste considerazioni.</p>
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		<title>Ottimizziamo Google Fonts</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2020/03/03/css-ottimizziamo-google-fonts/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2020 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSS]]></category>
		<category><![CDATA[CSS Semantico - Il libro]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Web design]]></category>
		<category><![CDATA[consigli e suggerimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Come promesso, oggi è martedì, eccoci al primo appuntamento. Vi darò consigli e suggerimenti su come usare al meglio i fogli di stile. Non perdiamo altro tempo in chiacchiere e…]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class='booster-block booster-read-block'>
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            </div>
<p class="wp-block-paragraph">Come promesso, oggi è martedì, eccoci al <a href="https://www.robertobeccari.it/?p=998">primo appuntamento</a>. Vi darò consigli e suggerimenti su come usare al meglio i fogli di stile. Non perdiamo altro tempo in chiacchiere e partiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Puoi registrarti sul sito <a rel="noreferrer noopener" href="http://bit.ly/CSSSemanticoLibro" target="_blank">CSSsemantico.it</a> per ricevere GRATUITAMENTE la tua copia del mio libro in formato elettronico appena sarà disponibile. </strong>   </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lavorando con CSS, ti sarà di certo capitato di utilizzare web font, e non solo font locali del device, per dare maggiore valore ad un testo, per rendere più chiaro all&#8217;utente il contenuto, o semplicemente per abbellire un&#8217;intestazione.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ricorda una cosa, <strong>il bello è soggettivo e non sempre il &#8220;bello&#8221; è anche correttamente fruibile dall&#8217;utente</strong>.</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo usare un qualsiasi carattere che troviamo in giro (licenziato correttamente), lo impacchettiamo a dovere e lo includiamo tra le risorse per poterlo usare nei nostri stili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il tempo, il mondo dei caratteri si evoluto. Grazie a servizi di distribuzione, non è più necessario includere i font che vogliamo utilizzare nel nostro sito, oggi possiamo utilizzare i servizi di distribuzione dei caratteri disponibili in rete. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi servizi hanno pro e contro, a noi interessano i PRO:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>La vasta scelta di caratteri a disposizione.</li><li>La flessibilità.</li><li>Strumenti versatili per referenziare i caratteri.</li><li>Flessibilità di gestione e ottimizzazione del carattere.</li><li>Referenziando gli stessi caratteri su diversi siti, abbiamo un&#8217;ottimizzazione della cache sul client dell&#8217;utente, il font viene scaricato da un&#8217;unica sorgente una sola volta.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi parliamo di un servizio specifico, <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Google Fonts (opens in a new tab)" href="https://fonts.google.com/" target="_blank">Google Fonts</a>. In rete troviamo comunque <a rel="noreferrer noopener" aria-label="altri che offrono servizi simili (opens in a new tab)" href="https://www.hongkiat.com/blog/webfont-comparison/" target="_blank">altri che offrono servizi simili</a>. Questi servizi nascono con l&#8217;idea di distribuire i caratteri in rete in modo centralizzato, possiamo definirli Fonts in Cloud. Dietro c&#8217;è un modello di business molto chiaro basato sulla gestione centralizzata per Teams, una più corretta gestione delle licenze, e diversi altri servizi annessi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma torniamo a noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzare Google Fonts è molto semplice, mi <a rel="noreferrer noopener" aria-label="collego al sito (opens in a new tab)" href="https://fonts.google.com/" target="_blank">collego al sito</a>, seleziono i caratteri che voglio utilizzate nel mio progetto, copio i riferimenti per l&#8217;inclusione del mio foglio di stile, la famiglia da referenziare nello stile e il gioco è fatto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="959" height="625" src="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2020/02/image-4.png" alt="" class="wp-image-1025" srcset="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2020/02/image-4.png 959w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2020/02/image-4-300x196.png 300w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2020/02/image-4-768x501.png 768w" sizes="auto, (max-width: 959px) 100vw, 959px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Veloce e indolore. Il riferimento al font è il seguente:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>https://fonts.googleapis.com/css?family=Odibee+Sans</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso, quando si desidera utilizzare un carattere Web sul proprio sito, è possibile sapere in anticipo quali lettere sono necessarie. Può verificarsi in caso di un logo o un&#8217;intestazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi, Google consente di restituire un file di caratteri ottimizzato per la richiesta. Per fare questo possiamo inserire la chiave <strong>text=valore</strong> nell&#8217;URL di richiesta dell&#8217;API di Google Fonts. In alcuni casi, ciò può ridurre la dimensione del file del carattere fino al 90%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco come sarebbe la richiesta: </p>



<pre class="wp-block-code"><code>https://fonts.googleapis.com/css?family=Odibee+Sans&amp;text=Benevenuto</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di spazi, come per tutte le stringhe di query, è necessario codificare l&#8217;URL nel valore:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>https://fonts.googleapis.com/css?family=Odibee+Sans&amp;text=Benvenuto%20nel%20sito</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Funzione anche con caratteri internazionali, che consente di specificare caratteri UTF-8.&nbsp;Ad esempio, ¡Hola!&nbsp;è rappresentato come:</p>



<pre class="wp-block-code"><code>https://fonts.googleapis.com/css?family=Odibee+Sans&amp;text=%c2%a1Hola!</code></pre>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di flessibilità è impagabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Google Fonts offre tantissime possibilità per la personalizzazione e gli effetti applicabili sui caratteri disponibili, preferisco però evitare, a parte qualche eccezione, di usare funzionalità specifiche, di uno specifico fornitore del servizio, che possano influire sul risultato finale del mio progetto. Mi lascio la libertà di gestire le risorse in modo indipendente per il massimo della flessibilità.   </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Puoi registrarti sul sito <a rel="noreferrer noopener" href="http://bit.ly/CSSSemanticoLibro" target="_blank">CSSsemantico.it</a> per ricevere GRATUITAMENTE la tua copia del mio libro in formato elettronico appena sarà disponibile. </strong>   </p>
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		<title>La guerra del Chromium</title>
		<link>https://www.robertobeccari.it/2019/05/14/la-guerra-del-chromium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Beccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 11:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; un argomento che torna in modo ciclico, la guerra tra i browser. Fin dall&#8217;inizio Internet Explorer, vista la diffusione di Windows sembrava aver preso il sopravvento e niente e…]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; un argomento che torna in modo ciclico, la guerra tra i browser.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fin dall&#8217;inizio Internet Explorer, vista la diffusione di Windows sembrava aver preso il sopravvento e niente e nessuno lo avrebbe superato. Nulla di più falso. Con calma e pazienza Google ha lavorato sulla community, Windows non è più stato il sistema operativo per eccellenza, vista l&#8217;enorme diffusione di Tablet e Smartphone, e le cose hanno cominciato a precipitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Google, con Chrome, ha preso piede anche su Windows anche grazie ad un browser più veloce (anche se su questo avrei da discutere visto l&#8217;utilizzo eccessivo che fa della memoria), più vicino alle esigenze degli utenti, più versatile e con migliori strumenti per gli sviluppatori, grazie anche alla proliferazione di estensioni, più pratico da utilizzare e più semplice per l&#8217;accesso alle applicazioni gratuite di Google (Gmail, Gdrive, GDocs, ecc).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo Microsoft si è seduta sugli allori e non ha saputo reagire in modo adeguato, ha prima provato con IE11, poi ha abbandonato IE a favore di Edge ma ancora con un engine pieno di difetti. Insomma, negli ultimi anni la sofferenza è stata atroce, lasciamo stare le problematiche legate all&#8217;utilizzo di applicativi Microsoft che, ancora oggi, chiedono di usare IE per fare determinate azioni, tutto viene oramai disegnato attorno a engine che non sono Microsoft.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso viene tentato un nuovo esperimento. Microsoft presenta la <a aria-label="Chromium (opens in a new tab)" href="https://www.microsoftedgeinsider.com/en-us/download">nuova versione di Edge</a>, ancora in versione Beta, basata su <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Chromium (opens in a new tab)" href="https://www.chromium.org" target="_blank">Chromium</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sto a dilungarmi su cosa è Chromium, per chi già lo sapesse, bene per lui, per le altre persone, per dirla in breve, è il progetto Open Source dietro a Google Chrome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma perché questo passaggio?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le motivazioni sono tantissime, non semplificherei dicendo che Chrome è meglio. Ha i suoi pregi e suoi difetti come tutti gli altri concorrenti, compresi quelli di casa Microsoft.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Posso dire che ci sono motivazioni più chiare di questo cambio di strategia, sono dovute a molteplici novità che negli ultimi mesi hanno investito casa Microsoft, lo stesso <a href="https://www.microsoft.com/en-us/build">Build </a>della settimana scorsa ha fatto molta chiarezza sul futuro della nuova versione di Edge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa nuova versione infatti sarà il veicolo per tante novità legate ai servizi di Office 365 e Azure.<br>Un&#8217;altra motivazione è probabilmente legata al questione Electron, essendo basato su Chromium, lo stesso codice risulta essere riciclabile sia per app desktop che per app Web.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo qualche settimana di prova, posso dire che di fatto il browser è quello che ci si aspetta, è Chrome. Ovviamente ha un proprio store per le estensioni, non usa quello di Google, Microsoft sì è già mossa per convincere gli sviluppatori a portare le estensioni anche sul loro store.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente con gli aspetti positivi, trovo anche quelli negativi</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="729" height="148" src="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2019/05/23-04-2019-10-12-12.png" alt="" class="wp-image-652" srcset="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2019/05/23-04-2019-10-12-12.png 729w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2019/05/23-04-2019-10-12-12-300x61.png 300w" sizes="auto, (max-width: 729px) 100vw, 729px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;utilizzo della memoria risulta identico, appena inizi ad aprire qualche tab, tutto degenera</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="782" height="497" src="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2019/05/13-05-2019-11-43-53.png" alt="" class="wp-image-653" srcset="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2019/05/13-05-2019-11-43-53.png 782w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2019/05/13-05-2019-11-43-53-300x191.png 300w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2019/05/13-05-2019-11-43-53-768x488.png 768w" sizes="auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px" /><figcaption>Quattro siti con Edge Beta basato su Chromium</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Chrome non è da meno</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="783" height="818" src="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2019/05/image-1.png" alt="" class="wp-image-654" srcset="https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2019/05/image-1.png 783w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2019/05/image-1-287x300.png 287w, https://www.robertobeccari.it/wp-content/uploads/2019/05/image-1-768x802.png 768w" sizes="auto, (max-width: 783px) 100vw, 783px" /><figcaption> Quattro siti con Chrome</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento, ma è certamente dovuto alle numerose estensioni che ho in Chrome e non ho in Edge, possono fare la differenza in termini di velocità di apertura, chiusura e rilascio delle risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Google sta lavorando tantissimo su Chrome per far sì che consumi meno risorse, questo anche nell&#8217;ottica di utilizzo dei PC in mobilità. Spesso Chrome è stato accusato di usare troppa batteria per l&#8217;utilizzo smodato delle risorse, vediamo se con l&#8217;entrata di Microsoft in questo campo la cosa potrà portare benefici al progetto Chromium.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Staremo a vedere.</p>
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