C’è una classe CSS che quasi tutti scriviamo così da più di dieci anni:
<button class=”button button–primary button–disabled”>Salva</button>
Se lavorate sul front-end, la conoscete bene. Il doppio trattino, il prefisso ripetuto tre volte, il nome della classe che contiene un piccolo trattato di architettura. Per anni è stata considerata la cosa giusta da fare.
Io, lo confesso, non l’ho mai amata. Da sempre, dove potevo, ho preferito scrivere questa:
<button class=”button primary disable”>Salva</button>
Per molto tempo è stata una scelta controcorrente, di quelle che in code review vanno difese. Oggi non più: il CSS standard è cambiato, e ha dato a quella scelta le fondamenta che le mancavano. Così ho deciso di smettere di difenderla a voce e di condividerla per intero, con tutti gli argomenti in fila e per farlo un articolo non bastava. Ho scritto un libro: si chiama CSS Semantico, ed è uscito.

Cosa è successo al CSS mentre non guardavamo
Tra il 2022 e il 2024 il CSS è cambiato più che nei dieci anni precedenti. Non parlo di qualche proprietà nuova: parlo delle ragioni per cui quindici anni fa abbiamo installato Sass — e da allora non abbiamo più smesso. Una per una, sono state assorbite dallo standard. E alcune cose che nessun preprocessore ha mai potuto fare, per un motivo strutturale che nel libro esploro fino in fondo, adesso il browser le fa da solo.
La domanda che il libro pone è semplice e un po’ scomoda: quanta parte della vostra toolchain CSS esiste ancora per necessità, e quanta per abitudine?
Non risponderò qui. Vi dico solo com’è organizzata la risposta: tredici capitoli, di cui tre sono progetti completi — incluso quello che considero il più utile del libro: prendere un progetto Sass vero, in produzione, e smontarlo pezzo per pezzo fino a spegnere la build. Con un metodo che rende ogni passo verificabile, perché “fidati” non è una strategia di refactoring.
Quello che il libro non è
Non vuole essere una critica a Sass, tutt’altro, l’ultima parola del libro è di gratitudine, e dico sul serio. Non è un catalogo di feature con la data di rilascio accanto. E non è un libro che vi promette che tutto è facile: ci sono capitoli interi dedicati a quando le vecchie convenzioni restano la scelta giusta, e ogni feature arriva con il suo stato di supporto dichiarato. L’onestà tecnica era la regola numero uno che mi sono dato, perché è la prima cosa che io stesso cerco in un libro tecnico.
Quello che è: un percorso per chi vuole basi solide (se siete junior, avete la fortuna di imparare il CSS moderno senza dover disimparare quello vecchio), per chi il CSS lo conosce bene ma si è distratto un attimo negli ultimi tre anni, e soprattutto per chi arriva da Sass e vuole capire cosa può abbandonare — e cosa no.
Se vi ho incuriosito
Il libro è uscito, e sta tutto su csssemantico.it: dove acquistarlo, e un capitolo completo in anteprima da leggere prima di decidere.
E se avete un progetto Sass in produzione che vi guarda male da anni: il capitolo 12 l’ho scritto pensando esattamente a voi.
- Ho scritto un libro… - Ottobre 28, 2026
- Assistenti con un PC tutto loro: è iniziata l’era degli agenti che lavorano 24/7 - Ottobre 26, 2026
- Se tutti copiano, chi inventa? - Ottobre 22, 2026