Da qualche giorno, almeno secondo la Casa Bianca, l’intelligenza artificiale non esiste più. Al suo posto c’è la Superintelligenza, sigla SI. Nessun salto tecnologico, nessun nuovo modello: è cambiato solo il nome.
Cosa è successo
Il 22 settembre, all’Assemblea Generale dell’ONU, Trump ha annunciato che i documenti del governo USA useranno “super” al posto di “artificiale”, perché quest’ultima parola farebbe sembrare la tecnologia finta. Il nome è stato scelto con una serie di sondaggi su Truth Social, tra Superior, Extreme e Supreme Intelligence. Il messaggio finale: chi vince la SI, vince. E gli Stati Uniti, a suo dire, sono molto avanti rispetto alla Cina.
Piccolo problema: “superintelligenza” significa già un’altra cosa. Nella ricerca indica un’intelligenza che supera quella umana in quasi ogni compito: il traguardo, non il punto di partenza. Chiamare così il chatbot che ci riassume le email vuol dire dichiarare raggiunto qualcosa che nessuno ha ancora raggiunto.
È marketing, e pure fatto bene
“Artificiale” suona come surrogato. “Super” suona come primo della classe. Non è una questione di precisione, è posizionamento: lo stesso schema del Golfo del Messico diventato Golfo d’America. Rinominare per rivendicare. L’AI è di tutti; la SI, nella narrazione, è americana. Il messaggio non è per gli ingegneri, ma per investitori, elettori e concorrenti.
Con un’ironia: anche “artificial intelligence” negli anni ’50 fu una scelta di comunicazione, pensata per suonare ambiziosa e attirare fondi. Siamo solo passati da un’etichetta ambiziosa a una ancora più ambiziosa.
Perché interessa a chi fa software
Le parole spostano le aspettative, e le aspettative qualcuno le deve gestire. Se già oggi ci sentiamo dire “l’ho fatto con l’AI in cinque minuti”, figuriamoci con la superintelligenza. Il nome non migliora l’output, non riduce gli errori, non scrive i test. Alza solo l’asticella. E il divario tra promessa e realtà, nei progetti, lo colmiamo noi.
Quindi no, non è finita l’era della AI. È finita, forse, l’era del nome. Quando la superintelligenza arriverà davvero ce ne accorgeremo, e non servirà un sondaggio sui social per deciderlo.
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