Molti capi ma nessun vero Leader

Purtroppo ne abbiamo piena evidenza, è sotto gli occhi di tutti, dai politici, al management delle grandi banche e aziende.

Una carrellata di personaggi che oggi entrano e sono in politica solo per gestire i loro affari, lo fanno per lo stipendio, per la pensione e per altri motivi che sono esclusivamente materiali e personali. In nessun modo hanno a che fare con i problemi del paese.

Lasciamo stare i nuovi “partiti” che hanno consentito a “cani e porci” di entrare dalla porta principale senza un minimo di gavetta alle spalle, non sono trasparenti nelle scelte, pieni di idee inutili e completamente disconnesse. Hanno frasi fatte di sola propaganda senza un qualsiasi tipo di appiglio sulla vita reale, la cosa importante è dare contro e incolpare tutti gli altri dei nostri problemi.

Capi politici ne abbiamo in quantità, ma è la qualità di questi capi che scarseggia o è inesistente.

La democrazia della rete

Non trovo sia corretto pensare che la “rete” possa essere democratica. questo non vuole dire che sono contrario al voto in rete, sono due argomenti distinti.

Quello a cui faccio riferimento è dare alla rete il potere decisionale, la sempre più spesso citata “Democrazia diretta”.

Noi “abitanti” della rete, non possiamo scegliere su argomenti di politica interna o estera, non sappiamo nulla dell’Ilva, della Banca di Italia o di mille altri argomenti. I politici cercano il massimo consenso con frasi populiste che sanno benissimo funzionare agli occhi di chi cerca qualcuno a cui dare le colpe. Non prendono decisioni, con la scusa della democrazia delle rete, si scaricano dalla decisione finale e dalla complessità dei problemi.

Una diretta, un post, un tweet buttato lì, può scatenare il putiferio in rete e poi si aspetta di ricaricare e via con la nuova diretta, il nuovo post e il nuovo tweet.

Ma se le regole fossero decise dalla democratica rete, quale sarebbe il risultato? ogni giorno, un nuovo politico, una nuova fake news potrebbe scatenare chi crede di avere il diritto di decidere.

Altra cosa, se ti chiedo di scegliere tra UNO e DUE, perché non sono stati presi in considerazione anche il TRE e QUATTRO? E’ una democrazia annebbiata, chi decide su cosa decidere? ma una volta che hai deciso cosa chiedere è facile guidare il risultato in rete.

Una democrazia reale ha delle regole, livelli, pesi e contrappesi che servono proprio per dare un freno al fatto che possa essere solo un’entità a prendere la decisione.

La situazione attuale è complessa, tutti lo capiamo, sono necessarie modifiche e aggiustamenti, il nostro sistema politico ha alcuni anni sulle spalle e oggi abbiamo complessità molto diverse da affrontare e per questo motivo deve essere aggiornato.

La chiusura, il fatto di pensare che dobbiamo essere da soli, non è una mentalità applicabile in un’era nella quali il mondo è sempre di più uno e uno solo. Interconnesso e costituito da aziende che vendono e danno servizi in tutto il mondo e sempre di più i nuovi lavori sono in giro per il mondo.

La giusta posizione è quella di essere un paese parte integrante di questa connessione, dobbiamo essere un nodo attivo sulla rete globale e non un nodo passivo. I nostri obiettivi DEVONO essere :

  • la crescita
  • la ricerca
  • la combinazione del nostro sapere e delle nostre risorse con quelle del resto del mondo.

I leaders

E qui cadiamo. Per applicare quanto detto, un paese deve avere dei leaders capaci di nuove sfide e prendersi responsabilità. Capaci di trovare la giusta combinazione e i giusti equilibri sia interni che esterni. Ricordo a tutti che un capo non è per forza un leader e viceversa.

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Siamo ancora fermi agli stati sociali, nella mentalità generale c’è il capo e dipendente, quello che comanda e quello che esegue, quello che pretende e quello che “deve” fare. Ma chi è un Leader e chi è un capo?

  • Il Capo “dirige” – Il Leader “istruisce”
  • Il Capo “fa paura” – Il Leader “genera entusiasmo”
  • Il Capo dice “IO” – Il Leader “NOI”
  • Il Capo “sa come si fa” – Il Leader “spiega come si fa”
  • Il Capo “usa le persone” – Il Leader “sviluppa le persone”
  • Il Capo “prende crediti” – Il Leader “dà crediti”
  • Il Capo “COMANDA” – Il Leader “DOMANDA”
  • Il Capo dice “FALLO” – Il Leader dice “FACCIAMOLO”

Abbiamo politici e manager, non solo in Italia, incapaci di prendersi responsabilità, se c’è un problema non si cerca la soluzione ma a chi dare la colpa, però, se devi dare la colpa, cerca sempre di darla a chi è meno importante di te.

Avete mai notato che un capo premia chi è meno intelligente di lui o più servile, questo perché tiene al suo status. Un Leader premia i migliori perché è grazie a loro che può fare le cose meglio e migliorare il tuo status.

Leader cercasi, prima che tutto sia troppo tardi. Leader si nasce ma con un po di umiltà lo si può diventare.

Adesso vedo e sento solo spocchiosi burattini.

Roberto Beccari
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