Se ti senti offeso/a da questa affermazione, lo sei di certo. Non essere scandalizzato/a, vediamo perché.

In “senso stretto” il razzismo, come teoria della divisione biologica dell’umanità in razze superiori e inferiori, è un fenomeno relativamente recente. In senso più ampio invece si tratta di una generale antica tendenza a discriminare i ‘diversi’ (nazioni, culture, classi sociali inferiori), e la principale funzione del razzismo, in tutte le varianti, fu sempre di giustificare qualche forma di discriminazione o oppressione.

da Wikipedia

Pensiamo tutti di essere brave persone, abbiamo ideali che sono al di sopra di tutto e di tutti e li usiamo come faro per imporre la nostra visione del giusto.

Non sono credente, non ne sento la mancanza benché molte persone intorno a me lo siano. E’ una loro scelta personale e intima. Mi è però stato chiesto in alcune circostanze il perché non fossi credente, se lo fossi stato, dicevano, sarei stata una persona migliore. Scusatemi, non è plausibile, perché dovresti essere migliore solo perché hai una credenza che io non ho? Non ho ancora una risposta a questo quesito.

Partendo da qui, pensate a quante volte avete vissuto, in prima persona o per racconto, situazioni nelle quali qualcuno ha pensato di essere meglio di voi per un qualche motivo.

Un esempio? Abbiamo tifoserie che se le danno di santa ragione perché una si considera meglio dell’altra.

Questo è alla base di tanti disastri che abbiamo avuto negli anni e nei secoli passati. La religione, il fascismo e il nazismo, il genere, il colore della pelle, la scuola, la nazione e tutto quello che vi viene in mente.

Siamo tutti razzisti.

Tipicamente, l’operaio verso il padrone, dal momento che lavora per qualcuno, pensa di essere sfruttato, ma anche il padrone verso l’operaio, dal momento che paga qualcuno allora pensa di averne il possesso.

Premetto che questa cosa dell’operaio/padrone mi sta stretta. Dobbiamo per forza creare una differenza di classe per una situazione nella quale una persona viene pagata per fare un lavoro? non viene schiavizzata, non viene torturata per farlo, viene pagata. Certo potete ribattere dicendo che in molte situazioni viene pagata poco, gli vengono pagate meno ore di quelle che fa, tutto vero tutto corretto, ma non può essere questo un motivo per una lotta di classe. Se non ti piace il lavoro che fai, lascialo, non hai scusanti. Se non ti piace chi lavora per te, licenzialo, non ha scusanti.

Certo sto generalizzando, tanto è cambiato, la lotta di classe è un retaggio del passato che molti preferiscono mantenere per sentirsi importanti a scapito di altri (vedi sindacati e politica).

Se ci facciamo una semplice domanda…
L’operaio che lavoro farebbe se non ci fosse un imprenditore ad investire su di lui?
Un imprenditore non sarebbe tale se non avesse qualcuno che lo aiuti a portare a termine gli obiettivi e concretizzare le idee.
Hanno bisogno l’uno dell’altro, non ci sono diversità.

Il razzismo viene utilizzato, oggi più che mai, per ottenere vantaggi. Vuoi qualcosa? mettici dentro un motivo di odio verso la razza, la religione, il genere e in tanti ti seguiranno.

Tutti noi abbiamo delle idee su ciò che è giusto e su ciò che è sbagliato. Durante l’ultima campagna elettore in Emilia-Romagna, ho sentito interviste a persone che, nella loro convinzione, parlavano di quanto fosse sbagliato che persone con la pelle di colore diverso potessero fare figli. Il risultato sarebbe stato un’abominio, si sarebbe persa la caratteristica unica dei due individui e, nelle loro parole, continuando così, saremo diventati tutti “grigi”.

Lasciamo poi stare il razzismo di genere sul quale abbiamo raggiungo livello di stupidità notevole, e purtroppo c’è ancora margine di crescita.

Se consideri qualcuno diverso o ti consideri diverso, sei razzista, mi dispiace ma è così. Questo diventa una scusa per fare contrapposizione, per identificare in te qualcosa che possa renderti migliore dell’altro, se non trovi ragioni allora lo devi denigrare in qualsiasi modo. Se ti senti diverso, devi dimostrare a tutti che la tua è la “diversità buona”.

Ci sono coppie che hanno figli e sono pessimi genitori e coppie che non possono avere figli che sono ottimi genitori, dove si trova la diversità?
I pessimi genitori faranno di tutto e utilizzeranno qualsiasi scusa per dimostrare che gli altri non possono essere meglio di loro.

Siamo razzisti verso i figli degli altri perché vogliamo che i nostri figli siano il meglio disponibile, anche se spesso e volentieri non è così.

Tutto è nella nostra testa, il colore, il genere, la quantità di soldi e l’istruzione. Nella nostra unicità, siamo uguali a tutti gli altri.

Una società razzista è più semplice da guidare, faremo meglio a pensare come migliorare noi stessi più che pensare come rendere gli altri peggiori alla nostra vista.

Ricordate anche che il razzismo è una forma di bullismo, anche questo argomento molto attuale. Se una società si fonda su questi principi e i figli crescono in questo contesto, non potrà mai essere una buona società.